Il Grande Fardello/The Big Bother al Tekfestival di Roma è scaricabile integralmente on line

E’ al via l’ottava edizione del Tekfestival, l’appuntamento imperdibile per gli appassionati di cimena documentario a tematica sociale. Fra i film selezionati nella sezione zoomit lunedi’ 11 maggio sara’ proiettato Il grande fardello/The big bother, di Marianna Schivardi, rieditato nel 2008 in collaborazione con il dipartimento di media design della NABA, dopo l’ostracismo netto che era stato posto dal ministero degli interni, quando il documentario fu realizzato nel 2004. Il Grande Fardello/The Big Bother e’ un viaggio affascinante nel carcere milanese di San Vittore che tramite il dispositivo del gioco e i codici del reality show riesce a restituire una prospettiva vera e concreta, ma soprattutto per nulla retorica, della vita di chi vive nella “casa (circondariale)”.
Il Film è stato originariamente prodotto sotto il titolo Il Grande Fardello nel 2004, frutto di una produzione di Cooperativa Estia e Bella Vita Production all’interno del carcere milanese di San Vittore, la regia è stata di Marianna Schivardi e Simone Pera, il production manager Nicolò Volpati L’opera è stata oggetto di un ri-editing nel 2008 quando è stata attivata una coproduzione con il Medialab  della Scuola di Media Design & Arti Multimediali della NABA, tale coproduzione voleva avere finalità sia didattiche che di mantenimento e valorizzazione di un’opera ritenuta di grande interesse.

La coproduzione non si è risolta in un semplice recupero, ma ha voluto creare una vera e propria nuova versione. I dialoghi sono stati tradotti in inglese, e l’opera sottotitolata integralmente. Sono stati scritti dei testi introduttivi e conclusivi che spostavano l’opera verso la problematica del Panopticon, ovvero della perenne diffusa sorveglianza che viviamo. Ricercando un respiro diverso e originale, per ritmo, tempistica e retorica, ed ispirandosi ad alcuni lavori di video arte sono state realizzate le sigle di testa e di coda. Sono state realizzate da Steve Piccolo le musiche dell’opera.

La Produzione del “Il Grande Fardello/ The Big Bother” è del Medialab della Scuola di Media Design & Arti Multimediali NABA, i delegati di produzione sono Maresa Lippolis e Amos Bianchi, le traduzioni sono di Aaron Maines e Lauren Hoekstra, i sottotitoli di Simone Rovellini e Michele Molluso, le sigle di testa e coda di Vichie Chinaglia, Simone Rovellini e Michele Molluso, Lauren Hoekstra.

L’opera cita il Grande Fratello/The Big Brother televisivo, perché nasce dall’idea di realizzare un Grande Fratello in un luogo dove le persone vivono perennemente come fossero in un format, sorvegliati da telecamere, introducento l’elemento estraniante del confessionale e della votazione, questa volta per uscire e non non per restare.

Il Film è interpretato da veri carcerati, che in un’ottica fake, recitano sé stessi. Il metodo utilizzato per la parte recitativa si basa sulla continua osservazione delle azioni, dialoghi, modi di dire e pensieri veri dei personaggi a cui è stato poi chiesto di ripetersi sotto la ripresa delle telecamere della trupe. In questo modo gli attori interpretano sé stessi creando una circolarità fake, da tale meccanismo si genera una interpretazione con ritmo da ‘commedia’ e si mantiene una dimensione di verità realtà che dà valore poetico all’opera. La regista Marianna Schivardi la definisce ‘quasi fiction’.

L’opera assume una dimensione sperimentale di esplorazione della nuova realtà tecnopervasiva del panopticon, ovvero del fatto che viviamo tutti sotto le telecamere e rappresenta essa stessa un fake, perdendo l’identità tra reale e fictionale.

Credendo nel grosso valore culturale di questo lavoro, sia da un punto di vista filmico che dal punto di vista del pensiero critico che introduce riteniamo che sia importante condividerlo e abbiamo deciso di rendere possibile  di scaricarlo dal ftp della Nuova Accademia di Belle Arti Milano.


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