L’emittente Al Jazeera lancia il primo archivio di immagini broadcast downloadabile liberamente sotto licenza Creative Commons

aljazeeraccDonatella della Ratta studiosa di forme della comunicazione mediatiche, esperta di Media Arabi, e collaboratrice di Joi Ito al progetto Creative Commons, segnala che dal  14 gennaio 2009 è attivo il primo archivio di immagini qualità broadcast interamente rilasciato sotto Creative Commons. Si tratta di video che si possono scaricare gratuitamente e che posso essere riutilizzati e persino ritrasmessi a scopo commerciale, basta citare la fonte originale.  E’ un progetto che, come Creative Commons, la stessa Della Ratta portava avanti da oltre sei mesi assieme allo stesso Joi Ito, ed è concepito per qualsiasi tipo di footage. La Della Ratta dichiara di credere che “la cosa possa essere di gran beneficio per la diffusione libera dell’informazione e per il riutilizzo e la circolazione di essa via blogger, documentaristi, e in questo caso anche stazioni televisive broadcast” (mail del 14.01.2009).

Molto interessante l’analisi fatta dalla docente Maresa Lippolis sulle pagine del suo blog sulla nuova proposta dell’emittente Araba. Non scevra da critiche, sulla qualità del servizio di download, sulla tempistica in linea con gli echi creati dalla terribile offensiva israeliana, mette in luce come  “i signori di Al Jaseera hanno infatti scelto una licenza particolare, la attribution, particolarmente sponsorizzata dal technoliberista Joy Ito presso la crew di creative commons, quella che consente appunto di diffondere “liberamente” il contenuto dando esclusivamente credito alla fonte. Infatti non hanno pensato ad una licenza che richiede la reciprocita’ della condivisione, come fa l’opzione sharealike, ma alla quella che interpreta molto bene come il capitalismo avanzato abbia scisso definitivamente il legame fra produzione materiale e profitto. ” Aprendo di fatto una nuova possibile era sulla manipolazione e sulla libera diffusione delle immagini che interessa tutti gli studenti, i ricercatori, i docenti e gli esperti di New Media, e logicamente tutti i pubblici e i prosumer. Se volete leggere questa interessante riflessione andate a legger l’articolo “Un’antenna tra le macerie” sul blog Espanz.

Francesco Monico


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